IL PROGETTO RAPHAEL
SUL CANTO FRATTO
 


Cos'è il canto fratto
 

Il canto fratto è un tipo di canto cristiano liturgico eseguito con valori proporzionali: al contrario del cosiddetto 'gregoriano' il canto fratto possiede una notazione con elementi mensurali. Talvolta questa notazione utilizza forme semiografiche ibride derivate in parte dalla cosiddetta notazione quadrata, in parte dalla notazione mensurale nera, ma le  grafie che si incontrano nei libri manoscritti e a stampa sono assai diverse. Il fenomeno risale probabilmente agli inizi del XIV secolo.

Il più tipico esempio di canto fratto, citato spesso dai teorici come prototipo del genere, è il Credo Cardinalis, tramandato da moltissimi testimoni a partire dal Quattrocento.

 

Ascolta l'inizio del Credo cardinalis (File MP3)
Visualizza la trascrizione del Credo cardinalis (File PDF)
Visualizza il Credo cardinalis nell'edizione Giunta 1499 (File HTML)
Visualizza il Credo cardinalis nell'edizione Giunta 1499 (File PDF)


 

Il progetto 

Il progetto RAPHAEL nasce nel 2002 come Progetto interuniversitario di rilevante interesse nazionale. Il suo titolo ufficiale bilingue è il seguente:
 
Censimento informatizzato e restauro integrale di un repertorio musicale trascurato: il canto gregoriano con elementi ritmico-proporzionali (1350-1650).
Rhythmic And Proportional Hidden or Actual ELements in Plainchant (1350-1650): computerized census and integral restoration of a neglected musical repertoire [RAPHAEL project].
 
Il progetto, cofinanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e promosso dalle Università di Lecce, Padova, Pavia e Parma in collaborazione con la Fondazione “Guido d’Arezzo” intende indagare e divulgare, nella pluralità dei suoi aspetti e con il supporto delle tecnologie informatiche, un corpus musicale di primaria importanza per la conoscenza della musica italiana ed europea dei secoli XIV-XVII.
L’intento principale del programma di ricerca è quello di studiare, far conoscere e restaurare pienamente (come avviene da molti anni per quanto riguarda l’arte figurativa, ma non ancora per i beni musicali) un repertorio di grande pregio artistico e religioso conservato nelle biblioteche italiane, facendo rivivere attraverso la riproposizione in concerto un’esperienza di canto liturgico trascurata sia dalla ricerca musicologica, sia dagli esecutori.

 

Descrizione del Programma di Ricerca

Il programma prevede: 1) il censimento dei trattati teorici (manoscritti o a stampa) che contengono riferimenti al canto fratto o all'esecuzione misurata del gregoriano; 2) l'acquisizione dei microfilm o delle riproduzioni fotografiche dei trattati individuati; 3) la pubblicazione dei passi riguardanti il canto fratto nella trattatistica, con traduzione italiana e commento; 4) il censimento e la descrizione dei testimoni musicali manoscritti e a stampa italiani (o di provenienza italiana) dei secc. XIV-XVII contenenti composizioni in canto fratto o con elementi ritmico-mensurali; 5) la riproduzione fotografica digitale a colori dei singoli pezzi dai testimoni (anche in stato di frammento); 6) l'edizione critica dei testi liturgici, con traduzione italiana degli stessi; 7) l'edizione critica del corpus musicale, con analisi della notazione, dello stile e del rapporto testo-musica; 8) la registrazione delle trascrizioni pubblicate da parte di ensembles specializzati in questo tipo di repertorio, con eventuale riproposizione in concerto dei canti artisticamente più significativi; 9) un grande convegno internazionale (e relativa pubblicazione degli atti) che faccia il punto sulle conoscenze in materia; 10) la produzione di un SITO WEB multimediale (www.cantusfractus.org) che contiene i facsimili delle composizioni censite, le descrizioni dei codici, trascrizioni e registrazioni musicali.

Il comitato scientifico, composto dai professori Antonio Lovato (Università di Padova), Francesco Luisi (Università di Parma), Pietro Zappalà (Università di Pavia) e Marco Gozzi (coordinatore nazionale, Università di Lecce), ha deciso di limitare le riproduzioni fotografiche per quanto riguarda la prima fase del progetto ai Kyriali (normalmente sezioni di Graduali, ma talvolta libri a se stanti contenenti i canti dell’Ordinario della Messa: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei), considerata la grande mole di manoscritti e di edizioni da consultare.

In questo modo la ricerca ha potuto fornire anche una mappatura e una riproduzione integrale dei pezzi appartenenti ai Kyriali italiani, repertorio assai interessante non solo per i gregorianisti, ma anche per chi si occupa di polifonia sacra dal XIV al XVII secolo.

 

Modalità di attuazione

        Ogni Unità di ricerca delle quattro Università consorziate ha inviato nelle biblioteche italiane ricercatori incaricati di censire e descrivere i manoscritti e le edizioni con notazione, databili fra il 1350 e il 1750 e contenenti Kyriali. I ricercatori, muniti di fotocamera digitale, hanno fotografato le sezioni dei libri destinate al Kyriale.

          Le descrizioni e le riproduzioni confluiscono nel sito web www.cantusfractus.org.

          Il materiale raccolto è poi oggetto di edizione critica e di studio da parte delle Università ed è consegnato ad esecutori competenti per la registrazione audio. Le registrazioni sono confluite in CD musicali, uno dei quali allegato agli atti del convegno.

            La fase del progetto cofinanziata dal Ministero si concluderà nel 2007 con la pubblicazione di una antologia di canto fratto italiano.

 
         
I convegni

All'interno del progetto si sono svolti due convegni: nel dicembre 2003 un importante convegno internazionale dal titolo "Il canto fratto: l'altro gregoriano" nell'ottobre 2006 il convegno "Il canto fratto in Italia".